Infiltrazioni ecoguidate intra-articolari

Anca

Tecnica di iniezione

Il paziente viene esaminato in posizione supina, con l’anca in intra-rotazione di 15-20°.

Utilizzando un ecografo Wirless OTE CONVEX 128 TH da 3,5 / 5 MHz  con una guida bioptica sterile collegata. L’articolazione coxo-femorale viene analizzata attraverso un accesso parasagittale anteriore, lateralmente ai vasi femorali. Il transduttore è allineato all’asse lungo del collo femorale, includendo l’acetabolo e la testa femorale.

L’iniezione intra-articolare viene effettuata inserendo un agospinale, attraverso la guida bioptica, usando un approccio anterosuperiore. Con il software di guida bioptica in tempo reale, l’ago è successivamente introdotto all’interno della capsula articolare fino a livello della testa femorale.

L’approccio antero-superiore parasagitale permette di eseguire l’iniezione sopra la testa femorale, così che il farmaco venga equamente distribuito sulla cartilagine della testa femorale e dell’acetabolo.

È tuttavia possibile anche un approccio laterale, iniettando la preparazione nelle vicinanze della grande tuberosità trocanterica.

Utilizzando la guida ecografica real time, il posizionamento dell’ago risulta più veloce, semplice e maggiormente accurato.

Il corretto posizionamento dell’ago viene confermato visivamente dall’introduzione di un anestetico locale o soluzione salina ed in seguito dalla diretta visualizzazione del fluido viscoso di acido ialuronico iniettato.

Ginocchio

Indicazioni e descrizione delle procedure ecoguidate a livello del ginocchio

A livello dell’articolazione del ginocchio, l’artrocentesi può essere praticata per alleviare il dolore ed i fastidi provocati dall’accumulo di liquidi intraarticolari e/o per diagnosticare patologie presenti nei liquidi stessi.

L’iniezione intra-articolare ecoguidata può essere praticata nella tecnica di viscosupplementazione  e nelle infiltrazioni di farmaci antidolorifici e corticosteroidi.

Le indicazioni per le iniezioni di corticosteroidi includono l’osteoartrite avanzata o altre infiammazioni artritiche, come le gotta o le patologie da deposito di fosfato di calcio.

Prima di ciascun intervento di aspirazione o iniezione, viene effettuata l’anestesia locale con lidocaina.

L’articolazione del ginocchio si compone di due articolazioni funzionali, la femoro tibiale e la femoro patellare. I principali stabilizzatori del ginocchio sono i legamenti crociati anteriori e posteriori, i legamenti mediale e latero collaterale ed i legamenti capsulari.

Esistono numerose tecniche per l’aspirazione ed iniezione dell’articolazione de ginocchio.

Queste includono approcci mediali, laterali, ed anteriori ciascuno dei quali risulta pratico e dipende dalla preferenza del medico.

L’approccio laterale è il più comune e prevede l’inserimento dell’ago nel tesuto molle fra la patella ed il femore e diretto con un angolo di 45° nel centro della parte mediale dell’articolazione.

L’approccio mediale prevede l’inserimento dell’ago nella parte mediale dell’articolazione sotto la metà della patella ed è diretto verso il polo patellare opposto.

Nell’approccio anteriore il ginocchio è flesso di 60-90° e l’ago viene inserito medialmente o lateralmente rispetto al tendine patellare e parallelamente al plateau tibiale. Quest’ultima tecnica è preferita dai  medici per la maggiore facilità di ingresso nell’articolazione nelle situazioni di osteoartrite avanzata. Tuttavia, l’approccio anteriore comporta un maggiore rischio di danno al menisco da parte dell’ago

Spalla

Indicazioni e descrizioni delle procedure di iniezioni ed infiltrazioni ecoguidate nella regione della spalla

La spalla è un sito soggetto a numerosi insulti meccanici e condizioni infiammatorie che richiedono prelievi di tessuto a significato diagnostico ed iniezioni terapeutiche.

L’iniezione intra-articolare della spalla deve tuttavia essere presa in considerazione dopo il fallimento altri tentativi terapeutici come la fisioterapia o i FANS.

Le condizioni patologiche più frequenti che richiedono un iniezione nell’articolazione gleno-omerale sono l’osteoartrite, la capsulite adesiva e l’artrite reumatoide.

Per l’articolazione acromio-clavicolare, le procedure di aspirazione ed iniezione devono essere praticate per la diagnosi ed il trattamento dell’osteoartrite e dell’osteolisi clavicolare distale.

Le iniezioni scapulotoraciche sono riservate per l’infiammazione delle bursa.

Articolazione Gleno-Omerale

L’Articolazione gleno-omerale rappresenta l’articolazione tra l’omero e la fossa glenoide ed è l’articolazione piu mobile di tutto il corpo. Questa articolazione non è una vera e propria enartrosi.

È stabilizzata da un elevato numero di muscoli e legamenti, fra cui in quattro muscoli della cuffia del rotatore (sopraspinato, infraspinato, piccolo rotondo e sub-scapolare) che servono da stabilizzatori dinamici dell’articolazione. Stabilizzatori statici sono la capsula articolare, il labbro glenoide ed il legamento gleno-umerale.

Le tre  indicazioni principali per le iniezioni nell’articolazione gleno-omerale sono:

  • l’osteoartrosi,
  • la capsulite adesiva
  • l’artrite reumatoide

L’articolazione gleno-umerale può essere infiltrata con un approccio anteriore, posteriore, e superiore. Quello anteriore e posteriore sono i più utilizzati.

I principali riferimenti anatomici per l’infiltrazione in questo sito sono la testa dell’omero, il processo coracoide e l’acromion.

L’iniezione ecoguidata in questa articolazione viene effettuata su un paziente in decubito laterale opposto alla spalla da trattare e la sonda ecografica è posizionata in modo da ottenere una sezione assiale posteriore dell’articolazione identificata attraverso la glene, il labbro, la faccia posteriore della testa omerale e la capsula articolare gleno umerale posteriore coperta dal tendine sovraspinoso. L’ago segue tangenzialmente la curvatura della testa omerale.

Una rotazione esterna permette di accumulare il liquido all’interno del recesso posteriore. Se fosse necessario, l’iniezione può essere praticata per via anteriore infiltrando il recesso bicipitale.

Articolazione Acromio-Clavicolare

L’articolazione acromio clavicolare è una diartrosi che connette l’acromion alla clavicola distale. Il legamento acromio-clavicolare è debole e garantisce poca stabilità articolare. Il legamento coracoclavicolare, al contrario, garantisce un supporto strutturale maggiore all’articolazione ed è il principale legamento danneggiato durante una distorsione acromio-clavicolare (lussazione acromio-clavicolare).

Le indicazioni per le infiltrazioni in questa articolazione includono l’osteolisi clavicolare distale, e l’osteoartrosi.

L’articolazione acromio-clavicolare è di facile acceso. L’approccio può essere postero superiore sul paziente seduto di schiena rispetto all’operatore.

Articolazione stereo clavicolare

L’articolazione sterno-clavicolare è formata dall’incontro fra l’estremità sternale della clavicola, la faccia articolare del manubrio dello sterno e la prima cartilagine costale.

Questa articolazione viene infiltrata con un approccio anteriore che permette di intentificare facilmente l’interlinea articolare (superficie articolare) e di controllare visivamente la progressione dell’ago in profondità.

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